Dolmen e Menhir

Nell'entroterra di molte località note per il turismo salento, si trovano costruzioni megalitiche, risalenti all'era preistorica per le quali gli studiosi si interrogano ancora sulla loro funzione primaria.
I dolmen, costituiti da due o più lastre in pietra non tagliata (megaliti) conficcate nel terreno a sostenere una lastra che funge da tetto, si pensa possano essere stati dei luoghi di sepoltura collettiva, visti i resti di più persone che sono stati rinvenuti al loro interno. I menhir, invece, megaliti monolitici (costituiti da un'unica grande pietra verticale) risalneti all'età del bronzo hanno avuto nel corso del tempo diverse funzioni. Nati probabilmente come punti focali di osservatori astronomici (tesi avvalorata dal loro posizionamento rivolto verso il sole), furono utilizzati in epoca cristiana come simboli religiosi. Alcuni infatti riportano incise, o sulla sommità, croci aggiunte o intagliate successivamente al periodo di creazione. Numerosi interventi da parte di comuni e associazioni locali del salento hanno permesso di preservare questi monumenti, oltre che dall'usura del tempo, dall'incuria della gente che non ne comprendeva il valore.

Dolmen e Menhir del Salento       
Menhir de Santu Totaru MartanoNel territorio di Giurdignano, vicino Otranto, si conserva la più grande concentrazione di dolmen e menhir d'Italia, tutti rivolti verso l'est del Mediterraneo. È stato definito Giardino Megalitico d'Italia, ma anche d'Europa, conta più di 25 megaliti ma ancora non è possibile avere una stima realmente completa di questi monumenti in quanto molti di essi sono inglobati nelle abitazioni costruite successivamente fino alla prima metà del '900. Inoltre, molti dolmen, un tempo censiti, sono in seguito crollati e dati per scomparsi. A Giurdignano non è raro vedere dolmen o menhir nell'abitato o, addirittura, in abitazioni private. A Martano, sorge invece il menhir più alto, oltre i 5 metri, chiamato “Menhir de Santu Totaru”.

 


 

dolmen li scusi MinervinoA Minervino si trova il Dolmen "Li Scusi", il primo Dolmen rinvenuto e catalogato in Puglia e la sua scoperta risale al 1879. Il lastrone di copertura presenta un foro passante al centro, riscontrabile anche in altri Dolmen presenti nel salento, nel quale i raggi del Sole vi penetrano interamente solo il primo giorno del solstizio d'estate. Per le grandi dimensioni può essere considerato il più grande Dolmen della Puglia dopo quello di Bisceglie. L'intera area dolmenica di Minervino è stata recentemente recuperata con la realizzazione del Parco culturale del Dolmen Li Scusi, un progetto di conservazione, valorizzazione e fruizione degli itinerari megalitici intorno all'omonimo Dolmen, che consente di potenziare il volume attrattivo della campagna locale, particolarmente ricca di sedimenti e testimonianze megalitiche. Un itinerario che si configura come una vera e propria passeggiata del benessere tra ulivi plurisecolari e millenari, muretti a secco e viottoli di campagna. Un cammino della salute e del relax incorniciato da centinaia di blocchi di pietra argentati che richiamano la fisionomia del territorio in epoca pre-romana e pre-ellenica.

 


Masso della Vecchia GiuggianelloUn'altra costruzione megalitica di particolare fascino per qualsiasi turista in vacanza salento è il Masso della Vecchia a Giuggianello, una grande pietra circolare e lenticolare posta su un basamento. Su un vasto pianoro, si notano altri massi dalle forme più svariate. La scienza ufficiale parla di erosione , ma certamente questo luogo interessò gli antichi anche nella preistoria.

Il fascino un pò magico di questi monoliti spiega il legame con il mondo fiabesco della fantasia popolare legata a forze magiche che governavano lo svolgersi degli eventi nelle campagne di un tempo, dominato dalla paura di perdere il raccolto. L'erudizione classica salentina fa risalire l'enorme Masso di Giuggianello al Masso Oscillante della leggenda di Aristotele. Egli, infatti, affermò che nella parte estrema della Japigia (Salento) esiste una pietra tanto grande che sarebbe impresa impossibile smuoverla e trasportarla persino su un enorme carro. Ma Ercole, sollevatola, senza sforzo, la gettò dietro le sue spalle ed essa si posò sul terreno in maniera tale che anche la semplice pressione di un dito di un bambino sarebbe stata in grado di rimuoverla. In reltà il masso sembra avere qualcosa di straordinario e la sua enorme dimensione fa evocare racconti mitologi popolati da ciclopi, giganti e titani.

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