Le grotte del Salento

La costa adriatica del Salento, è ricca di numerose grotte millenarie che conservano, oltre all'indiscusso fascino, reperti archeologici importanti.
grotta della poesiaLa Grotta della Poesia, situata a Roca Vecchia (a circa 20 chilometri da Otranto) è una cavità scavata dal mare nel corso dei secoli, che ha anche offerto rifugio in tempi più antichi. Il suo nome deriva da posia, un termine della lingua greca del medioevo che significa “sorgente di acqua dolce”, un chiaro riferimento alla fonte che in passato scorreva al suo interno, i cui segni sono ancora oggi visibili. Gli abitanti del posto, pensano che il suo nome sia legato alla famosa leggenda tramandata da generazioni, secondo la quale una bellissima principessa era solita fare il bagno nelle sue acque e quando la notizia si diffuse, schiere di poeti si recarono in questo posto per ammirare la bellissima principessa e comporre versi di poesie in suo onore.


grotta dei cerviA Porto Badisco troviamo la Grotta dei Cervi uno dei principali monumenti del neolitico in Europa. Le sue misteriose iscrizioni affascinano gli scienziati e le delicate condizioni hanno permesso la loro conservazione per migliaia di anni. Sono circa 3 mila i pittogrammi in ocra rossa e guano di pipistrello che decorano la Grotta. È un complesso di cunicoli sotterranei collegati tra loro. Ci sono 3 corridoi principali, lunghi circa 300 metri, che raggiungono una profondità di 26 metri sotto il livello del mare. Entrare non è semplice, richiede il passaggio attraverso strette aperture, ma una volta superate le difficoltà, lo spettacolo che si apre di fronte agli occhi del visitatore è straordinario, soprattutto per la ricchezza di simboli dei pittogrammi. Ci sono rappresentazioni di caccia, tra cui una che è stata interpretata come una caccia ai cervi e ha dato nome alla grotta. C’è un’intera volta di una sala sotterranea tempestata da impronte di mani di bambino: forse quel che resta di un rito d’iniziazione, o semplicemente un modo di dire “io sono stato qui”. Ma quel che colpisce è soprattutto il ricchissimo repertorio di immagini astratte, difficilissime – forse impossibili – da decifrare.


grotta romanelliVicino a Castro troviamo la Grotta Romanelli, molto frequentata a partire dal Paleolitico medio fino alla fine sempre del Paleolitico allorquando a causa di una breccia ossifera rimase chiusa sino al 1900. I graffiti che si trovano al suo interno rivelano una mitologia fondata sul simbolismo sessuale e sono stati ritrovati anche i resti di elefanti, rinoceronti, cervi e pinguini.
 

 

 

 

grotta zinzulusaPoco più a sud c'è la Grotta Zinzulusa, tra le più affascinanti della costa, per la sua posizione e la spettacolarità della roccia. Il nome le deriva dagli zinzili, gli stracci in dialetto salentino, che sembrano pendere dal soffitto. Attraversata l'enorme ingresso alto 15 metri ci ritroviamo nell'atrio a forma di anfiteatro,  che immette attraverso un passaggio stretto nel vestibolo che si apre fra pareti alte a picco sul mare ad un altezza di circa 9 metri. Il grande ingresso è seguito da un corridoio, detto il Corridoio delle Meraviglie, un fantastico percorso dove stalagmiti e stalattiti nel corso dei secoli hanno assunto diverse forme. Attraversato per intero il corridoio giungiamo nella cosidetta cripta, per via delle innumerevoli colonne cristallizate presenti all'interno che donano degli effetti di straordinaria trasparenza e luminosità alla grotta. Passando attraverso il Duomo, ovvero una specie di canyon dalle pareti prive da ogni traccia di formazioni calcaree si giunge al Cocito. Il nome non lascia presagire nulla di buono in realtà di tratta di un laghetto, forse il meandro più misterioso e silenzioso della grotta.
 

 

 

Grotta PalombaraSempre a Castro troviamo la Grotta Palombara, detta così perché gli anfratti e le fessuresembrano essere la dimora preferita di centinaia di colombacci che qui hanno scelto di nidificare. È una grotta marina, per cui è possibile visitarla con una escursione in barca. È ubicata in corrispondenza di una nicchia costiera e presenta una volta particolarmente alta. Un'altra grotta marina è la Grotta Azzurra dista poche centinaia di metri dalla grotta zinzulusa in direzione sud, ed è raggiungibile solo per mare. Il nome della grotta deriva dalla colorazione assunta dal mare al suo interno che al visitatore appare di una particolare luminosità blu cobalto a causa del fenomeno della rifrazione della luce.
 

 

 

Il Capo di Leuca è ricco di questo tipo di grotte e numerose sono le gite in barca che si organizzano noleggiando imbarcazioni dal porto di Santa Maria di Leuca. Le più rinomate sono la Grotta delle tre Porte
che fa parte delle caverne antelucane, con i resti dell'Uomo di Neanderthal e di fauna africana come il rinoceronte, la Grotta degli Elefanti e la Grotta dei Giganti dove sono stati rinvenute ossa e denti di pachidermi e la Grotta del Diavolo che conservava focolari, utensili e ceramiche del Neolitico.

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