Litoranea Otranto - Santa Maria di Leuca

Durante una vacanza nel salento si deve programmare di lasciare la propria casa vacanza, il proprio b&b e dedicare una giornata per percorrere la litoranea che fincheggia la costa adriatica da Otranto fino a Santa Maria di Leuca e godere degli splendidi luoghi e dei meravigliosi panorami che questa offre. Una strada da vivere per rimanere senza fiato.
Otrano castello aragoneseSi parte allora da Otranto e, dopo aver visto i luoghi più caratteristici della cittadina (la Cattedrale, il Castello Aragonese, e la Basilica di San Pietro) e subito si incontra San Nicola de Casulis, l’antica abbazzia dei monaci italo-greci. E già questo uno degli itinerari più affascinanti: il monastero, la Torre del Serpe, la Baja dell’Orte, il laghetto dell’ex miniera di bauxite. Se si è dei buongustai ci si può fermare qui presso la Tenuta il Gambero per mangiare pesce oppure dormire in una delle antichissime stanze  con volta a botte (era l’antica masseria dei monaci). Altro punto di grande interesse paesaggistico e storico è Torre Sant'Emiliano una delle 366 torri costiere messe a guardia della Terra d’Otranto.


Faro Punta Palascia OtrantoContinuando verso sud incontriamo Punta Palascia che con il suo Faro è il punto più ad oriente d'Italia e al suo interno ospita la sede sede della stazione meteorologica di Otranto-Punta Palascia, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale. Il Faro è stato costruito nei primi anni del Novecento su uno sperone di roccia che termina, pochi metri più sotto, nel mare. Ed è uno dei cinque fari del Mar Mediterraneo tutelati dalla Commissione Europea. Grazie ad un progetto cofinanziato dal GAL Capo S. Maria di Leuca, oggi il faro è anche sede del Museo del Mare; dotato di istallazioni di grande impatto scenografico, la struttura ospita di frequente esposizioni temporanee.
Ci avviamo quindi verso Porto Badisco, una gola con un panorama mozzafiato, famosa per lo sbarco di Enea sulle coste italiane e famosa per i tipici locali dove si gustano i ricci di mare.


santa cesarea termeSiamo quindi a Santa Cesarea, la Vichy del Sud cme era al tempo della “Belle Epoque” quando venivano a giocare al casinò i facoltosi possidenti terrieri della Jugoslavia e dell’Albania. Guardando palazzo Sticchi, le Terme, villa Raffaella ed il corso sembra di sentire le arie di Tito Schipa. Ammirata Torre Miggiano si può proseguire per le “Striare”, le misteriose grotte delle streghe che con lo scirocco mischiano le esalazioni di acqua salata a quelle sulfuree. I misteriosi pittogrammi che custodiscono ed il loro aspetto suggestivo (le rocce sembrano disegnare delle gigantesche mani dalle lunghe unghie) rendono questo luogo unico. Prima di arrivare a Castro incontriamo la Zinzulusa e arriviamo fino alle viscere della terra.  Poco dopo s’incontra l’Acquaviva, uno splendido luogo le cui acque sono ossigenate dal corso d’acqua omonimo. Poi c’è Andrano, la grotta Verde, i piccoli ristoranti sulla costa, i chioschi e Tricase Porto. Qui la villa Codacci Pisanelli ha mantenuto uno stile inglese di fine '800, con la tea room il campo da tennis in terra battuta e persino l’illuminazione all’acetilene. È il luogo che ospitò la Royal Navy nei primi del Novecento e lo scrittore Giorgio Bassani che da qui s’ispirò per il suo celebre “Il giardino dei Finzi Contini”.

Ponte del CioloC’è Marina Serra, il Funnuvoiere, poi il Ciolo con il suggestivo ponte, dove si mangiano i pesci di paranza. Poi, infine, appare il faro di Leuca e la Basilica della Madonna di Finibus Terrae ed ancora uno spettacolo che toglie il fiato anche al turista più distratto perché davvero si sta di fronte all'infinità del mare.

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