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REDAZIONALE
SALENTO
Salentoinweb a sostegno delle
sagre salentine, di quelle vere, però!
Il 2004 salentino è stato l'anno delle "crociate"
anti-sagra. Si è arrivati persino, ahinoi, alle denuncie alla
magistratura al sol fine di stroncare il fenomeno sagra che, a dire
di qualcuno, danneggerebbe la ristorazione tradizionale.
Le quasi totalità delle sagre nel Salento rappresentano un evento,
una tradizione, che si ripropongono di anno in anno sempre meglio organizzate
e pronte ad accogliere i numerosi turisti che attraverso di esse riescono
a scoprire le specialità gastronomiche tipiche di questi territori.
Sono anche l'occasione per presentare ai visitatori le bellezze storico-artistiche
più nascoste: si aprono corti, si scoprono vicoli e luoghi minori
sconosciuti ai più ma che riservano graditissime sorprese: è
quel Salento che incanta insieme ai suoi monumenti più rappresentativi
e le sue inconfondibili sonorità.
Che c'entrano allora le sagre con la ristorazione?
A mio avviso proprio nulla!
Il visitatore delle sagre non è persona in cerca di cibo a buon
mercato ma gente che ama il Salento in ogni sua sfaccettatura, che adora
l'inconfondibile ospitalità salentina, che ha voglia di scoprire
nuovi posti, magari assaggiando un piatto di peperoni fritti mentre
"fa confidenza" con menhir, case a corte, castelli, chiese,
piazzette... Non son persone che rinunciano ad una buona cena intorno
ad un tavolo di ristorante ma che scelgono la sagra piuttosto che un
concerto od una passeggiata sul lungomare; anzi quando si siedono nei
ns. ristoranti cercano proprio quel piatto tipico assaggiato la sera
prima in una qualche sagra paesana.
Effettivamente, però, le sagre non sono tutte uguali. Ci sono
manifestazioni che oltre ai prodotti tipici propongono pure wurstel,
patatine e crocchette surgelate, ecc.: alimenti sicuramente squisiti
ma che nulla hanno a che fare con la cucina del Salento! Allora sarebbe
auspicabile promuovere una "crociata" per la tutela della
denominazione di sagra! Ed anche in questo senso qualcosa si sta facendo.
Gli organizzatori delle migliori sagre salentine si son riuniti per
redigere un albo di quegli eventi che per tipicità, promozione
territoriale e gastronomica e per i fini esclusivamente sociali meritano
di essere chiamate sagre: si prendono, così, le distanze da altre
manifestazioni che hanno il solo intento della distribuzione di pasti
di ogni genere, prestando il fianco alle proteste, (leggittime in questi
casi) dei ristoratori.
Si spera di giungere al dialogo tra le associazioni di categoria che
rappresentano la ristorazione tradizionale e gli enti promotori di sagre
al fine di salvaguardare il lavoro degli uni e gli sforzi per la valorizzazione
del nostro Salento degli altri.
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